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2 marzo 2008

LETTERA APERTA AL PUBBLICO ITALIANO (Anna Tatangelo, D'Alessio, la parafrasi del testo, i fischi, i fiaschi)

Carissimo pubblico italiano
torno a parlare di musica perchè ho provato, quest'anno, a ignorare Sanremo.
Non l'ho proprio visto, mi ci sono tenuto alla larga, ho resistito alle tentazioni chiamate superospiti, duetti e Frankie HI NRG e Max Gazzè (ci sono sempre, a ogni festival, uno o due artisti outsider che ti vien voglia di vedere).
Poi è capitato che, facendo zapping mi sono trovato di fronte lei.
La Tatangelo che canta la cazone "Il Mio AMICO".
Visto che tutti dicono essere un testo oscuro, provvedo a farne una breve parafrasi.
La prima strofa ha una doppia interpretazione in alcuni suoi passaggi: riporto entrambe le parafrasi a volte con a) e b) a volte separata dal simbolo " / "
Segue commento

 Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina

Il mio amico nottambulo torna a casa alle 5 del mattino

Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco lascia

Il mio amico fa la drag queen (o il travesto lungo i viali).

I sogni chiusi dentro ad un cuscino

e lascia il rimmel sul cuscino


Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è

il mio amico è tanto bello dentro peccato che sia frocio e non gli piacciano le donne


Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me

il mio amico si trucca da donna perchè vorrebbe tanto poter amare gli uomini come li amano le donne / o perchè le prostitute femmine tirano più dei travestiti qui a Napoli -perchè a Napoli ci stanno solo maschi con un bel talento, cioè... un bel cazzone. Insomma la dote c'è ed è materiale, concreta


Ma poi si chiude dentro di sé

Ma è geloso di me e quindi fa la stronzetta e mi tratta male.


Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso

a) il mio amico fa marchette
b) Il mio amico è frocio e quindi è triste e cammina da solo per la strada con quello sguardo un po' così, quell'espressione un po' così, che abbiamo noi che lo prendiamo in culo


Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza

Il mio amico oramai ha 40 anni ed è una checca sfranta che non se la fila nessuno e quindi ha bisogno di trovare qualunque scusa per attaccar bottone che ha bisogno di scopare / o di tirare su un cliente


Mi fa tanta tenerezza

Lo compatisco, mi fa pena (perchè è frocio/ perchè fa marchette)


Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura


a) fa marchette e quindi anche se si sveglia fresco come una rosa, alla sera c'è sempre il rischio che qualcuno lo picchi dandogli del ricchione lungo la strada
b) anche se si sveglia etero, va a dormire frocio.



Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…

Sul ritornello bisogna fare una piccola digressione che sostituisce la parafrasi perchè il ritornello è l'unica parte del testo lineare e comprensibile.
Appunto, troppo comprensibile...
Ed è qui che sta la presa per il culo: seguendo la parafrasi sinora fatta ci si accorge che il ritornello è la totale negazione di quanto detto prima nelle strofe.
E QUESTO PERCHE' Tatantagelo e Compagno sanno benissimo che la gente la si può prendere per il culo durante la strofa ma nel ritornello no... il ritornello ce lo si canta in macchina e c'è il rischio che, ripeti e ripeti, lo si capisca.
Quindi:il ritornello deve essere pulito, corretto, gayfriendly.
Il resto della canzone chi se ne frega, perchè

tanto so' tutti scemi sti qua
e al posto della strofa cantano la la la
Torniamo alla parafrasi


Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito

I froci tradiscono. E' così. Gli etero lasciano. I froci tradiscono (vero Gigi)


Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto

Alla fine, gira gira, i froci tornano sempre dalle donne e si fanno fare le coccole.
Perchè i froci vogliono le coccole.
L'uomo fa sesso, i froci si fanno accarezzare come gli animaletti domestici.


Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa

Il mio amico è uno sparaballe e cerca di rendersi interessante raccontandomi delle bugie (perchè la sua vita è vuota)

 

Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

poi mi guarda e pensa che vorrebbe avere una donna al suo fianco ma non può perchè è frocio e quasi gli dispiace esserlo, ma non ha scelta, poverino... è nato così


Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore

Scende sempre quel dolore dentro te
Riprende quanto detto sopra.


C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro

Idem come sopra, la canzone sta finendo, l'attenzione sale, la gente può capire...  bisogna essere puliti


Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei

(ritorna il testo oscuro, ritornano gli insulti velati, in questo caso molto poco velati)

Se qualcuno ti insulta e ti disprezza e ti dice che sei un finocchio, un culattone, un frocio di merda;
tu non devi metterti a piangere pensando che sei normale. Non sei normale amico mio. Quindi beccati la merda e taci. Stronzo



Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Lui (l'insultatore) non lo sa che anche tu hai due braccia, due gambe, un naso. Insomma, sei frocio ma sei sempre un uomo.

Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…


Eccoci dunque giunti in fondo alla parafrasi.
Ciò premesso:
non voglio tirare conclusioni, le lascio a voi.
Chiedo solo che il pubblico di Napoli, su cui si basa la spocchia di Anna (che si sente la reginella della Campania e della canzone napoletana solo sualla base del fatto che molla la fica a D'Alessio) insorga e la boicotti perchè la canzone non è solo banale, è un insulto continuo.
E non un insulto rivolto solo agli omosessuali ma anche (e soprattutto) un insulto al pubblico di Anna e Gigi (gay e non) che viene sbeffeggiato e considerato privo dell'intelletto necessario a capire una canzone.
Anna e Gigi vi considerano popolo bue, cari ascoltatori, loro sono i Nobili e voi siete la MUNNEZZA.
Dovete capirlo e affilare la ghigliottina dei fischi, degli insulti e degli sputi (metaforici, si intende).
Grazie


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