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16 settembre 2007

LETTERA APERTA A DIEGO BIANCHI -aka Zoro- (Mario Adinolfi, la politica, il PD, il Papa e la girella)

Caro Diego

Non faccio grandi giri di parole ma vado subito al sodo: hai toppato.
Parlo del tuo post su Mario Adinolfi.
Visto che sono uno che le critiche le fa costruttive ti spiego anche perchè.
Non è che scrivi delle cose sbagliate, assolutamente, ma hai cicciato grandiosamente il bersaglio.
Come dire: grande performance di slittino, non lo nego, ma qui si sta facendo un corso di punto-croce.
C'è da dire che il tuo è un errore del tutto comprensibile: è una di quelle cose che può capitare se hai sentito parlare di Mario solo in vista delle primarie del PD.

Ora non voglio fare la parte del babbo che fa "pat-pat" sulla spalla al figlioletto ingenuo (ci mancherebbe. Anche perchè: a) tu potresti essere mio padre b) se lo facessi saresti autorizzato a  rifilarmi una pizza che mi trasformerebbe il sorriso in una mostra di quadri di Fontana) ma devi sapere che io, con Marione, c'ho anni di esperienza.
Per dire... io e Ciccio abbiamo aperto il blog su questa piattaforma insieme.
Nello stesso momento.
Capisci quindi che lui, per me, è una sorta di vicino di casa di lunga data: lo conosco bene anche se al massimo mi ha prestato la motofalciatrice.
Quindi Diego lascia che ti racconti qualcosa di più su di lui.

Quando Adinolfo è arrivato sul Cannocchiale il suo ingresso è stato trionfale.
Una cosa del tipo:
-Io sono Mario Adinolfi!-
-MECOJONI!- (questo devi immaginartelo detto da tutta la piattaforma in coro... con la E tenuta per 5 battute e la seconda O in cui le voci femminili fanno il controcanto).
Devi infatti sapere, caro Diego, che Mario, al tempo, aveva già alle spalle diversi anni di televisione: egli era infatti la voce che introduceva la messa televisiva della Domenica.(hai presente: “...Ma ora sentiamo le parole del Santo Padre”? Ecco! Era LUI!)
Ciò premesso, i primi passi di Mario nel mondo bloggereccio sono stati tutto fuorchè semplici: lui pensava di fare un'entrata con il botto in realtà l'effetto è stato quello di una Kinder Brioss  (ammettilo Diego che l'hai fatto anche tu: aprire una merendina Kinder, stringedola finchè la plastica non esplodeva facendo quel caratteristico “pop”) (vd. fig).


Qualcuno testimonia addirittura che in quegli anni durissimi il buon Mario sia arrivato a sbottare affermando “IO DAVO LA PAROLA AL PAPA!” (-Allora sign. Adinolfi, posso partire con l'Angelus?-; - Non ancora Karol... aspetta un attimo! Su non essere impaziente... quante volte t'ho detto che devi aspettare il mio via... ok, adesso puoi andare. Ma mi raccomando: CONCISO!-)

Per rifarsi, Marione nostro, si buttò anima e corpo nella costituzione del suo KLAN -una cosa alla Celentano ma con molto meno rock: ne facevano parte alcuni soggetti tra cui Barbara Massaccesi compagna dell'Adinolfi per alcuni anni, addentatrice politica e notoria “bella donna”.
In quegli anni, la sign.ra Massaccesi ci raccontava “quanto era bello il suo Ciccio in mutande".


Giunto ad avere un discreto seguito, il nostro eroe si gettò nel tentativo di  fondare il personale quotidiano.
Posso immaginare cosa avrà pensato il buon Adinolfi: "ho la stazza di Ferrara, ho le idee di Ferrara. Non mi manca che il quotidiano, per essere Ferrara".
Il giornale si chiamava Mediajob e al suo interno vennero collocati come collaboratori tutti gli esponenti del Klan sopra detto.
Operazione notevole con una sola nota “stonata”: a partire dal secondo numero (o forse anche dal primo) Mediajob venne inserito d'ufficio nella rassegna stampa di Canale5.

Ora, ragioniamo insieme caro Zoro: se io e te fondiamo un quotidiano, a cosa possiamo aspirare per il primo anno di pubblicazione? A foderare la gabbietta del canarino di Alemanno?.

Comunque, nonostante gli AMMICI e la pubblicità, Mediajob fallì miseramente e in brevissimo tempo (al contempo,  Ferrara tolse a Mario la licenza di "sosia ufficale")

Riporto testuali parole scritte dall'Adinolfi il 25 Giugno 2004:

“Quando il 13 maggio scorso arrivò nelle edicole il primo numero di Media Quotidiano, promettemmo ai lettori che avremmo accettato il loro giudizio. Sono trascorsi oltre quaranta giorni e il giudizio è chiaro: Media Quotidiano è un giornale che chi ci segue vuole leggere on line, pagandolo la metà e scegliendo in proprio il momento della giornata in cui cibarsene (sic).”

Ora MediaJob è giunto alla fase: “cerchiamo di recuperare almeno i soldi per il caffè domani” (vd. link).

Sorvolo su altri numeri da circo fatti dall'Adinolfi in sede bloggereccia (Fantacalcio “in chiaro”, battaglie per poter arrivare primo nella classifica dei blog più letti sul cannocchiale, racconti di vita vissuta in cui comparivano ogni tanto, ad capocchiam, nomi della politica e della cultura, etc etc).

Concludendo -ed è anche ora-:

Caro Diego

Ora puoi capire dove sta il tuo errore:
Andinolfi ha il peso politico (e il peso blogger) che potrebbe avere Il Golosastro della pubblicità della Girella Motta. (vd. fig.) altro che Grillo.


Le primarie?
Sono la plastica che confeziona la merendina.
Insomma...
"Pop".

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