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13 settembre 2007

SECONDA LETTERA A DARIA BIGNARDI (il mobbing, le mense aziendali, il liceo e un post lungo lungo)

Cara Daria
mi dispiace doverti scrivere per la seconda volta ma, credimi, non è per cattiveria.
Ho giust'appunto tra le zampe il numero 36 di Vanity Fair dove, come ogni settimana che la condénast mette in terra, c'è un tuo intervento di numero una (1) pagina.
Argomento del giorno: il Mobbing.
Titolo del pezzo:  No al Mobbing. E no ai colleghi insopportabili.
Sottotitolo: dopo la sentenza della Cassazione, una domanda: è giusto proteggere i deboli, ma gli stronzi?
Sunto del pezzo [estrapolati i periodi essenziali]: “la parola mobbing, sconosciuta fino a cinque anni fa, oramai è diventata familiare anche da noi” “diverse aziende negli ultimi anni sono state condannate a risarcire dipendenti vessati o umiliati: sicuramente meno di quante lo meriterebbero” “senza girarci troppo intorno: in un gruppo di persone che non si sono scelte reciprocamente, come accade sul lavoro che cosa si deve fare se si è costretti a convivere con qualcuno antipatico, laido, aggressivo o puzzolente?”; “perchè devo sorbirmi un collega noioso, pigro, meschino, petulante o anche solo troppo, troppo cretino?”; “probabilmente i deboli vanno protetti, ma gli stronzi no. I noiosi dipende. Se sono noiosi buoni, sì. Se invece sono noiosi aridi e egoisti, che mangino pure da soli in mensa”.

Supersunto metaforico: Ai bambini buoni la dolce Euchessina. A quelli cattivi che spingano(vd. fig).



Il che, probabilmente, in termini di purgante va anche bene, in termini di diritti umani un po' meno.
A titolo d'esempio riporto un eventuale dialogo fittizio che potrebbe tenersi in una qualunque caserma dei carabinieri (o centrale di polizia):
-Lei vuole denunciare una rapina a mano armata?
Allora... qui c'è il modulo per le persone simpatiche e affascinanti che verrà immediatamente spedito al pubblico ministero per l'apertura delle indagini preliminari. Si...si...
guardi, nel giro di due o tre mesi al massimo sarà aperto il processo e vedrà che in un paio d'anni li inchiodiamo quei bastardi.
Quello? Ah quello è il modulo per gli stronzi.
No... quello viene bruciato appena l'ha compilato.
Si... si... va bene anche l'autocertificazione-
Vedi Daria... non funziona...
E poi...insomma... il mobbing è “mangiare in mensa da soli” ?
Oddio... e io che credevo comportasse un ensemble i vessazioni continuate e ripetitive, umiliazioni sul posto di lavoro, offese alla dignità di una persona il tutto corredato da molteplici e fantasiosi nomignoli.

a)quando chiami una tua collega un po' pingue “ciccia”, “lardella”, “sugnetta” o “zoccolo di cammello” (utilizzabile solo nel caso in cui la collega sia solita indossare pantaloni particolarmente aderenti) tutti i giorni, più volte al giorno;

b)quando chiami un tuo collega con problemi di dermatite seborroica “forforone”, “settimana bianca” o anche solo “Cervinio” tutti i giorni, più volte al giorno;

c)quando chiami un tuo collega con forti problemi di sudorazione “puzzolino”, “pezza”o “arbre magique” tutti i giorni, più volte al giorno;

d)quando a tutto ciò aggiungi gesti inequivocabilmente simpatici come imitazioni o regalini a tema lasciati sulle apposite scrivanie in bella vista e altre forme di simpatico cameratismo

e)e poi infine, come ciliegina sulla torta, corredi il tutto con altre esternazioni di simpatia e cameratismo.

Ecco, quando arrivi a tutto questo, forse ti avvicini al mobbing.
Ah già... c'è anche il mangiare in mensa da solo... .


A titolo d'esempio cito testualmente alcuni sintomi del mobbing:

incubi, insonnia, inappetenza, nausea, solitudine con ripiegamento su di sé, depressione, fobie, pensieri ossessivi (che generano dipendenza da tranquillanti, che a loro volta provocano abulia ed assenza dal lavoro per malattia), aggressività sia contro di sé, fino al suicidio, sia verso la famiglia, compromettendo le basilari relazioni interpersonali.

Ah già... c'è anche l'inappetenza dovuta al mangiare in mensa da solo.

Perchè, cara Daria (ma questo, credo, lo saprai. Lo devi sapere) mobbing significa, oltre che a un corredo di vessazioni psicologiche, anche costanti e reiterati attacchi lavorativi, concreti, che ti rendono il posto di lavoro insostenibile.
Fisicamente insostenibile.


Spero tanto, se mai un giorno avremo a lavorare gomito a gomito, di non essere tra i colleghi che reputi noiosi nel senso sbagliato (se non addirittura -oddio- stronzi).
Finirei per suicidarmi facendomi andare di traverso una pennetta al pomodoro (a un tavolo... in una mensa aziendale... da solo... che tristezza).



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permalink | inviato da reponser il 13/9/2007 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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