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24 aprile 2008

Mi traferisco definitivamente...

D'ora in poi potrete leggermi solo qui.
Si parla di letteratura e musica e spero tanto che la comunità del cannocchiale possa portare il suo contributo.
No perditempo.
Saluti a tutti
Simone Reponser




permalink | inviato da reponser il 24/4/2008 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

2 marzo 2008

LETTERA APERTA AL PUBBLICO ITALIANO (Anna Tatangelo, D'Alessio, la parafrasi del testo, i fischi, i fiaschi)

Carissimo pubblico italiano
torno a parlare di musica perchè ho provato, quest'anno, a ignorare Sanremo.
Non l'ho proprio visto, mi ci sono tenuto alla larga, ho resistito alle tentazioni chiamate superospiti, duetti e Frankie HI NRG e Max Gazzè (ci sono sempre, a ogni festival, uno o due artisti outsider che ti vien voglia di vedere).
Poi è capitato che, facendo zapping mi sono trovato di fronte lei.
La Tatangelo che canta la cazone "Il Mio AMICO".
Visto che tutti dicono essere un testo oscuro, provvedo a farne una breve parafrasi.
La prima strofa ha una doppia interpretazione in alcuni suoi passaggi: riporto entrambe le parafrasi a volte con a) e b) a volte separata dal simbolo " / "
Segue commento

 Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina

Il mio amico nottambulo torna a casa alle 5 del mattino

Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco lascia

Il mio amico fa la drag queen (o il travesto lungo i viali).

I sogni chiusi dentro ad un cuscino

e lascia il rimmel sul cuscino


Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è

il mio amico è tanto bello dentro peccato che sia frocio e non gli piacciano le donne


Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me

il mio amico si trucca da donna perchè vorrebbe tanto poter amare gli uomini come li amano le donne / o perchè le prostitute femmine tirano più dei travestiti qui a Napoli -perchè a Napoli ci stanno solo maschi con un bel talento, cioè... un bel cazzone. Insomma la dote c'è ed è materiale, concreta


Ma poi si chiude dentro di sé

Ma è geloso di me e quindi fa la stronzetta e mi tratta male.


Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso

a) il mio amico fa marchette
b) Il mio amico è frocio e quindi è triste e cammina da solo per la strada con quello sguardo un po' così, quell'espressione un po' così, che abbiamo noi che lo prendiamo in culo


Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza

Il mio amico oramai ha 40 anni ed è una checca sfranta che non se la fila nessuno e quindi ha bisogno di trovare qualunque scusa per attaccar bottone che ha bisogno di scopare / o di tirare su un cliente


Mi fa tanta tenerezza

Lo compatisco, mi fa pena (perchè è frocio/ perchè fa marchette)


Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura


a) fa marchette e quindi anche se si sveglia fresco come una rosa, alla sera c'è sempre il rischio che qualcuno lo picchi dandogli del ricchione lungo la strada
b) anche se si sveglia etero, va a dormire frocio.



Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…

Sul ritornello bisogna fare una piccola digressione che sostituisce la parafrasi perchè il ritornello è l'unica parte del testo lineare e comprensibile.
Appunto, troppo comprensibile...
Ed è qui che sta la presa per il culo: seguendo la parafrasi sinora fatta ci si accorge che il ritornello è la totale negazione di quanto detto prima nelle strofe.
E QUESTO PERCHE' Tatantagelo e Compagno sanno benissimo che la gente la si può prendere per il culo durante la strofa ma nel ritornello no... il ritornello ce lo si canta in macchina e c'è il rischio che, ripeti e ripeti, lo si capisca.
Quindi:il ritornello deve essere pulito, corretto, gayfriendly.
Il resto della canzone chi se ne frega, perchè

tanto so' tutti scemi sti qua
e al posto della strofa cantano la la la
Torniamo alla parafrasi


Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito

I froci tradiscono. E' così. Gli etero lasciano. I froci tradiscono (vero Gigi)


Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto

Alla fine, gira gira, i froci tornano sempre dalle donne e si fanno fare le coccole.
Perchè i froci vogliono le coccole.
L'uomo fa sesso, i froci si fanno accarezzare come gli animaletti domestici.


Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa

Il mio amico è uno sparaballe e cerca di rendersi interessante raccontandomi delle bugie (perchè la sua vita è vuota)

 

Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

poi mi guarda e pensa che vorrebbe avere una donna al suo fianco ma non può perchè è frocio e quasi gli dispiace esserlo, ma non ha scelta, poverino... è nato così


Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore

Scende sempre quel dolore dentro te
Riprende quanto detto sopra.


C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro

Idem come sopra, la canzone sta finendo, l'attenzione sale, la gente può capire...  bisogna essere puliti


Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei

(ritorna il testo oscuro, ritornano gli insulti velati, in questo caso molto poco velati)

Se qualcuno ti insulta e ti disprezza e ti dice che sei un finocchio, un culattone, un frocio di merda;
tu non devi metterti a piangere pensando che sei normale. Non sei normale amico mio. Quindi beccati la merda e taci. Stronzo



Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Lui (l'insultatore) non lo sa che anche tu hai due braccia, due gambe, un naso. Insomma, sei frocio ma sei sempre un uomo.

Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…


Eccoci dunque giunti in fondo alla parafrasi.
Ciò premesso:
non voglio tirare conclusioni, le lascio a voi.
Chiedo solo che il pubblico di Napoli, su cui si basa la spocchia di Anna (che si sente la reginella della Campania e della canzone napoletana solo sualla base del fatto che molla la fica a D'Alessio) insorga e la boicotti perchè la canzone non è solo banale, è un insulto continuo.
E non un insulto rivolto solo agli omosessuali ma anche (e soprattutto) un insulto al pubblico di Anna e Gigi (gay e non) che viene sbeffeggiato e considerato privo dell'intelletto necessario a capire una canzone.
Anna e Gigi vi considerano popolo bue, cari ascoltatori, loro sono i Nobili e voi siete la MUNNEZZA.
Dovete capirlo e affilare la ghigliottina dei fischi, degli insulti e degli sputi (metaforici, si intende).
Grazie


9 febbraio 2008

LETTERA APERTA A FRANCESCO BIANCONI (Baustelle, Amen, dolore e il no)

Caro Francesco
tu non sai chi sono ma io so chi sei tu e lo so da molto, moltissimo tempo.
Con precisione, lo so da quando queste persone hanno parlato di te e della tua band per la prima volta, trasmettendo "le vacanze dell' '83".
Me lo ricordo ancora: stavo tornando a casa da Pavia, in auto. Ero a Balocco. Ho fatto una brusca deviazione e ho iniziato a  seguirvi.
Io a casa, da allora, non ci sono più tornato e anche oggi, che la musica è diventata quasi un mestiere, sto ancora lì, dietro a voi.
Credo che i miei abbiano perso le speranze: probabilmente mi hanno già dichiarato disperso.
Un altro paio di album e dovrebbero esserci gli estremi legali per la presunzione di morte.
Siete bravi, oggettivamente bravi.
Troppo bravi.
Ed è per questo che io, Amen (vd. fig.1) (il vostro ultimo album) l'ho comprato al volo.
(fig 1)
E non lo ascolterò.
Ti spiego rapidamente perchè.

Il vostro precedente lavoro, LA MALAVITA, me lo sono divorato, letteralmente.
O forse è lui che si è divorato me.
E non tanto per la super sbandierata "La guerra è finita" (bella eh... niente da dire... ): quello è un singolo e i singoli non possono far male più di tanto.
Alla seconda volta che li hai sentiti in radio tra una fetta di Shakira e un pezzo dei Finley hai già parato il colpo emotivo.
No, sono stati i pezzi a tradimento come "I Provinciali" o "Corvo Joe" che mi hanno asfaltato.
Li ascoltavo e sentivo che qualcosa, dentro, faceva crack.
Tutte le volte.
Poi capitava che mi svegliavo con quella roba in testa e la giornata finiva lì, alle 9 del mattino.
"Morire la domenica, provincia cronica".
Alle nove del mattino e non vai da nessun altra parte: inchiodato al letto, più niente da fare.
E' per questo che ti scrivo Francesco, perchè magari tu hai un rimedio, magari hai un prodottino appositamente creato per non starci troppo male.
Magari in tasca tieni un boccettino, che ne so, di Plasil per le orecchie (voilà, giù un misurino e via il dolore) così io mi posso ascoltare "Amen" e poi ne parliamo insieme.
Forse sono io che sono troppo sensibile.
O voi che siete troppo bravi.
Non lo so.
Scrivimi

Simone


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permalink | inviato da reponser il 9/2/2008 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

28 gennaio 2008

LAPTOP&MARTINI Vol.2

Carissimi Lettori che non mi seguite,
Non seguendomi non potete sapere che di mestiere io faccio il giornalista musicale.
Per chi? Non ve lo dico (tanto non mi seguite quindi...).
Facendo questo sporco mestiere, mi trovo a maneggiare musica dalla mattina alla sera e, insomma, le preferenze vengono da sé.
Ecco perchè ho deciso di creare una compilation (o meglio una serie di...) che raccolgano il meglio di ciò mi è passato tra le orecchie di sei mesi in sei mesi.
Si chiama Laptop&Martini e siamo già al secondo volume (il primo era di rodaggio quindi lo mando solo su richiesta): molto elettro, abbastanza pop, cose vecchie, cose nuove e chicche fuori dal comune.
Non tutti i pezzi sono facilmente reperibili quindi il mio consiglio è di investire 'sti 10 euro e comprarsi la musica sul iTune Store così siete sicuri di potervi ascoltare tutta la selezione (o ancora meglio: comprate i cd originali degli artisti minori che hanno bisogno di voi).
Oltre alla tracklist potete trovare di seguito anche il link alle copertine e alla serigrafia del cd (se avete una stampante per i cd printable è cosa fatta).

Laptop&Martini Vol.2


ARTIST..........: VA
TITLE...........: Laptop&Martini Vol.2
STREET DATE.....: 2008-1-28
TRACKS..........: 10
FORMAT..........: MP3
BITRATE.........: CBR - 320 kbps
RUNTIME.........: 0:52:14
SIZE............: 65 MB


Tracklist

Nannou - Aphex Twin

Cobrastyle - Robyn

Bloodstream - Stateless

Soda - Michael Fakesch

No Gravity - Ewan Pearson

Tender - Cornelius (feat Blur)

Evoke an Object - Mouse on Mars

Electronize - Laquer

Perverted Undertone - Prefuse73

Hamburger dai Pagliacci - Gionata

World Citizen - Ryuichi Sakamoto



e il link alle copertine (tutte le immagini sono sotto copyright e  sono opera di Giovanni Pallotta... un genio, un amico).

link copertine

Buon ascolto.



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permalink | inviato da reponser il 28/1/2008 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

13 novembre 2007

LETTERA APERTA A MARTINA TESTA (secondo noi, voi, le droghe leggere, etc etc)

Cara Martina
tu non mi conosci o meglio non ti ricordi di me.
Io però di te mi ricordo bene in quanto, tempo addietro, mi apristi gli occhi sulla meravigliosa vita dei redattori di una piccola o media casa editrice (e, al contempo, mi confermassi quanto fosse altrettanto meravigliosa la vita degli scrittori) (vd. fig1).


Ecco, mi ricordo così bene di te che vederti oggi in TV, opinionista involontaria della puntata di oggi di "Secondo Voi" dedicata alla droghe.... beh... è stato un po' strano.
Ti riassumo brevemente quali sono state le verità estrapolate dal fulgido conduttore Paolo del Debbio (colui che ha affermato con adamantina certezza che in NESSUN PAESE ISLAMICO ci sarebbero chiese cattoliche):
a) i giovani si drogano.
b) non c'è distinzione tra droga pesante e droga leggera (indicata con il termine "canne": non sto scherzando; sullo schermo i dati statistici si riferivano a cocaina, eroina e canne. Canne?! CANNE?! Perchè allora non chiamare le cose con il loro nome: Ero, Bamba e Torcioni?)
c) SEMPRE più giovani si drogano.
d) la sinistra è a favore della droga.
e) la sinistra vuole uccidere tuo figlio facendolo entrare nel "tunnel" che lo porterà a rubare i soldi dalla borsetta della nonna e magari anche picchiarla per comprarsi la dose dopodichè finirà a rubare autoradio o a marchettare finchè non si prenderà l'AIDS che lo porterà a chiudere la sua breve e misera esistenza ai bordi di una strada coperto di sputi e insulti dai passanti.
Il tutto condito con microinterviste-verità di gente ("ggiovane" perchè se non sono ggiovani non c'è credibilità nelle loro affermazioni) che sparava frasi come:
-secondo me chi inizia con la droga leggera poi per forza passa alla droga pesante (sic).
-la droga è droga comunque (sic)
-per me gli spacciatori dovrebbero tutti morire (sic)
 ovviamente un paio di dichiarazioni contro ci sono state e putacaso sono state rilasciate da qualcuno che avesse una barba lunga, un cappellino con un piercing, e un cane al guinzaglio.
Ah si, poi c'eri tu.
Non dimentichiamo che la trasmissione si apriva indicando "PONTE MILVIO" sede della vostra  Casa editrice come luogo in cui i "giovani si incontrano per fumare senza alcun pudore uno spinello insieme"  (riporto testualmente... no, davvero... testualmente).
Insomma Martina, non è che voglio dire molto altro...
Volevo solo fossi cosciente quello in cui eri  finita.
Stammi bene e fatti sentire ogni tanto
Simone

9 novembre 2007

LETTERA APERTA A DANIELE LUTTAZZI (Decameron, Tronchi, Tronchetti e l'eterno ritorno)

Caro Daniele

Ieri ho visto Decameron.
Non male.
Me lo sarei gustato di più se non avessi avuto quelle due Cielline che si leccavano nella stanza affianco.
Sono cose che distolgono l'attenzione, puoi capirmi.
Comunque, mentre sentivo gemiti estremamente cattolici provenire dal mio letto, ho visto lo spot che "reclamizzava" la nuova puntata e non so... come dire.. allora... non mi viene la perifrasi.
Aspetta che ci penso, e mentre ci penso faccio due calcoli: hanno spostato il programma dal giovedì al sabato.
Orario: sempre alle 23.30.
Voglio capire e perciò guardo i palinsesti del sabato: cioè, così da profano io penso che il sabato alle 23.30 a casa a guardare al TV non ci rimanga neanche il nonno di rifondazione monarchica.
E anche fosse, di certo non guarerebbe il tuo programma.
Però osservo i palinesti per capire se sono solo miei preconcetti o se... come dire... ma andiamo avanti.
Sai chi c'è il sabato alle 23.30 in Tv?
Guida al Campionato(Italia 1) e Sabato Sprint (Rai 2).
Il resto sono la Clerici che batte il chiodo insieme alla De Filippi.
E Decameron di Luttazzi...
Insomma Daniele, ti hanno messo in una collocazione oraria che... che...
Ecco, ho trovato la perifrasi: Daniele, te l'hanno sbattuto nel culo (e Trochetti, a quanto pare, ha pure il Black&Decker rivestito di pelle Tod's).
Certo, è anche la tua seconda volta e qualcuno potrebbe pensare che inizi pure a piacerti ma questa volta è qualcosa di completamente diverso.
Berlusconi, infatti, ce l'ha piccolo (chiedo scusa all' On. Silvio Berlusconi. No, lo so che lui ce l'ha lunghissimo, durissimo e che viene a spruzzo. O meglio questo è quanto dicono Bondi, Mastella e Rutelli: e visto che è così difficile trovare qualcosa su cui poter vantare un consenso "trasversale".... devo per forza crederci).
Comunque Daniele, mi piacerebbe sapere che ne pensi di questo raffinato barbatrucco... come dire: faccio tornare Luttazzi in Tv, sbandiero a destra e a manca il fatto che gli do carta bianca, vendo a suon di miliardoni gli spazi pubblicitari e poi lo colloco in una zona del palinsesto che non si meriterebbe neanche "Fassino intervista Marzullo: 3 ore di domande sottointese e di risposte mai date".
Sai cosa dice un mio amico (Antonio Rezza)?
"C'è solo una cosa peggiore della censura ed è il disinteresse".

Vorrei capire se allora, Daniele, tu ora come ora sei contento di essere semplicemente tornato in televisione e quindi "chissenefrega basta esserci" (ma allora tanto valeva andare a fare il tronista dalla DeFilippi.
-E vediamo Daniele che cerca la sua donna... Daniele come te la immagini la tua donna ideale?
-Grandi Tette, una bocca da urlo, disinibita, intelligente, critica nei confronti della realtà e... ah si... non deve avere la barba).
Oppure se ti rode, e ti rode, e ti rode, e ti rode...
Sai che c'è Daniele?
C'è che tu non sei Grillo che gli permettono di fare quello che vuole senza dirgli niente (ma anzi ne parlano, ne parlano e ancora ne parlano).
Consiglio: trova anche tu un gesto simbolico e facci su una manifestazione.
L'ombrello è già della Lega, il Vaffanculo è di Beppe.
Idea!
Il C Day: tutti in piazza  con le palle all'aria.
Beh, nel tuo caso, credo che ti arresterebbero.
L'accusa?
Aver fatto tirare fuori i coglioni agli italiani.

Scrivimi
Simone

tempia_simone@yahoo.it


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permalink | inviato da reponser il 9/11/2007 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

16 settembre 2007

LETTERA APERTA A DIEGO BIANCHI -aka Zoro- (Mario Adinolfi, la politica, il PD, il Papa e la girella)

Caro Diego

Non faccio grandi giri di parole ma vado subito al sodo: hai toppato.
Parlo del tuo post su Mario Adinolfi.
Visto che sono uno che le critiche le fa costruttive ti spiego anche perchè.
Non è che scrivi delle cose sbagliate, assolutamente, ma hai cicciato grandiosamente il bersaglio.
Come dire: grande performance di slittino, non lo nego, ma qui si sta facendo un corso di punto-croce.
C'è da dire che il tuo è un errore del tutto comprensibile: è una di quelle cose che può capitare se hai sentito parlare di Mario solo in vista delle primarie del PD.

Ora non voglio fare la parte del babbo che fa "pat-pat" sulla spalla al figlioletto ingenuo (ci mancherebbe. Anche perchè: a) tu potresti essere mio padre b) se lo facessi saresti autorizzato a  rifilarmi una pizza che mi trasformerebbe il sorriso in una mostra di quadri di Fontana) ma devi sapere che io, con Marione, c'ho anni di esperienza.
Per dire... io e Ciccio abbiamo aperto il blog su questa piattaforma insieme.
Nello stesso momento.
Capisci quindi che lui, per me, è una sorta di vicino di casa di lunga data: lo conosco bene anche se al massimo mi ha prestato la motofalciatrice.
Quindi Diego lascia che ti racconti qualcosa di più su di lui.

Quando Adinolfo è arrivato sul Cannocchiale il suo ingresso è stato trionfale.
Una cosa del tipo:
-Io sono Mario Adinolfi!-
-MECOJONI!- (questo devi immaginartelo detto da tutta la piattaforma in coro... con la E tenuta per 5 battute e la seconda O in cui le voci femminili fanno il controcanto).
Devi infatti sapere, caro Diego, che Mario, al tempo, aveva già alle spalle diversi anni di televisione: egli era infatti la voce che introduceva la messa televisiva della Domenica.(hai presente: “...Ma ora sentiamo le parole del Santo Padre”? Ecco! Era LUI!)
Ciò premesso, i primi passi di Mario nel mondo bloggereccio sono stati tutto fuorchè semplici: lui pensava di fare un'entrata con il botto in realtà l'effetto è stato quello di una Kinder Brioss  (ammettilo Diego che l'hai fatto anche tu: aprire una merendina Kinder, stringedola finchè la plastica non esplodeva facendo quel caratteristico “pop”) (vd. fig).


Qualcuno testimonia addirittura che in quegli anni durissimi il buon Mario sia arrivato a sbottare affermando “IO DAVO LA PAROLA AL PAPA!” (-Allora sign. Adinolfi, posso partire con l'Angelus?-; - Non ancora Karol... aspetta un attimo! Su non essere impaziente... quante volte t'ho detto che devi aspettare il mio via... ok, adesso puoi andare. Ma mi raccomando: CONCISO!-)

Per rifarsi, Marione nostro, si buttò anima e corpo nella costituzione del suo KLAN -una cosa alla Celentano ma con molto meno rock: ne facevano parte alcuni soggetti tra cui Barbara Massaccesi compagna dell'Adinolfi per alcuni anni, addentatrice politica e notoria “bella donna”.
In quegli anni, la sign.ra Massaccesi ci raccontava “quanto era bello il suo Ciccio in mutande".


Giunto ad avere un discreto seguito, il nostro eroe si gettò nel tentativo di  fondare il personale quotidiano.
Posso immaginare cosa avrà pensato il buon Adinolfi: "ho la stazza di Ferrara, ho le idee di Ferrara. Non mi manca che il quotidiano, per essere Ferrara".
Il giornale si chiamava Mediajob e al suo interno vennero collocati come collaboratori tutti gli esponenti del Klan sopra detto.
Operazione notevole con una sola nota “stonata”: a partire dal secondo numero (o forse anche dal primo) Mediajob venne inserito d'ufficio nella rassegna stampa di Canale5.

Ora, ragioniamo insieme caro Zoro: se io e te fondiamo un quotidiano, a cosa possiamo aspirare per il primo anno di pubblicazione? A foderare la gabbietta del canarino di Alemanno?.

Comunque, nonostante gli AMMICI e la pubblicità, Mediajob fallì miseramente e in brevissimo tempo (al contempo,  Ferrara tolse a Mario la licenza di "sosia ufficale")

Riporto testuali parole scritte dall'Adinolfi il 25 Giugno 2004:

“Quando il 13 maggio scorso arrivò nelle edicole il primo numero di Media Quotidiano, promettemmo ai lettori che avremmo accettato il loro giudizio. Sono trascorsi oltre quaranta giorni e il giudizio è chiaro: Media Quotidiano è un giornale che chi ci segue vuole leggere on line, pagandolo la metà e scegliendo in proprio il momento della giornata in cui cibarsene (sic).”

Ora MediaJob è giunto alla fase: “cerchiamo di recuperare almeno i soldi per il caffè domani” (vd. link).

Sorvolo su altri numeri da circo fatti dall'Adinolfi in sede bloggereccia (Fantacalcio “in chiaro”, battaglie per poter arrivare primo nella classifica dei blog più letti sul cannocchiale, racconti di vita vissuta in cui comparivano ogni tanto, ad capocchiam, nomi della politica e della cultura, etc etc).

Concludendo -ed è anche ora-:

Caro Diego

Ora puoi capire dove sta il tuo errore:
Andinolfi ha il peso politico (e il peso blogger) che potrebbe avere Il Golosastro della pubblicità della Girella Motta. (vd. fig.) altro che Grillo.


Le primarie?
Sono la plastica che confeziona la merendina.
Insomma...
"Pop".

13 settembre 2007

SECONDA LETTERA A DARIA BIGNARDI (il mobbing, le mense aziendali, il liceo e un post lungo lungo)

Cara Daria
mi dispiace doverti scrivere per la seconda volta ma, credimi, non è per cattiveria.
Ho giust'appunto tra le zampe il numero 36 di Vanity Fair dove, come ogni settimana che la condénast mette in terra, c'è un tuo intervento di numero una (1) pagina.
Argomento del giorno: il Mobbing.
Titolo del pezzo:  No al Mobbing. E no ai colleghi insopportabili.
Sottotitolo: dopo la sentenza della Cassazione, una domanda: è giusto proteggere i deboli, ma gli stronzi?
Sunto del pezzo [estrapolati i periodi essenziali]: “la parola mobbing, sconosciuta fino a cinque anni fa, oramai è diventata familiare anche da noi” “diverse aziende negli ultimi anni sono state condannate a risarcire dipendenti vessati o umiliati: sicuramente meno di quante lo meriterebbero” “senza girarci troppo intorno: in un gruppo di persone che non si sono scelte reciprocamente, come accade sul lavoro che cosa si deve fare se si è costretti a convivere con qualcuno antipatico, laido, aggressivo o puzzolente?”; “perchè devo sorbirmi un collega noioso, pigro, meschino, petulante o anche solo troppo, troppo cretino?”; “probabilmente i deboli vanno protetti, ma gli stronzi no. I noiosi dipende. Se sono noiosi buoni, sì. Se invece sono noiosi aridi e egoisti, che mangino pure da soli in mensa”.

Supersunto metaforico: Ai bambini buoni la dolce Euchessina. A quelli cattivi che spingano(vd. fig).



Il che, probabilmente, in termini di purgante va anche bene, in termini di diritti umani un po' meno.
A titolo d'esempio riporto un eventuale dialogo fittizio che potrebbe tenersi in una qualunque caserma dei carabinieri (o centrale di polizia):
-Lei vuole denunciare una rapina a mano armata?
Allora... qui c'è il modulo per le persone simpatiche e affascinanti che verrà immediatamente spedito al pubblico ministero per l'apertura delle indagini preliminari. Si...si...
guardi, nel giro di due o tre mesi al massimo sarà aperto il processo e vedrà che in un paio d'anni li inchiodiamo quei bastardi.
Quello? Ah quello è il modulo per gli stronzi.
No... quello viene bruciato appena l'ha compilato.
Si... si... va bene anche l'autocertificazione-
Vedi Daria... non funziona...
E poi...insomma... il mobbing è “mangiare in mensa da soli” ?
Oddio... e io che credevo comportasse un ensemble i vessazioni continuate e ripetitive, umiliazioni sul posto di lavoro, offese alla dignità di una persona il tutto corredato da molteplici e fantasiosi nomignoli.

a)quando chiami una tua collega un po' pingue “ciccia”, “lardella”, “sugnetta” o “zoccolo di cammello” (utilizzabile solo nel caso in cui la collega sia solita indossare pantaloni particolarmente aderenti) tutti i giorni, più volte al giorno;

b)quando chiami un tuo collega con problemi di dermatite seborroica “forforone”, “settimana bianca” o anche solo “Cervinio” tutti i giorni, più volte al giorno;

c)quando chiami un tuo collega con forti problemi di sudorazione “puzzolino”, “pezza”o “arbre magique” tutti i giorni, più volte al giorno;

d)quando a tutto ciò aggiungi gesti inequivocabilmente simpatici come imitazioni o regalini a tema lasciati sulle apposite scrivanie in bella vista e altre forme di simpatico cameratismo

e)e poi infine, come ciliegina sulla torta, corredi il tutto con altre esternazioni di simpatia e cameratismo.

Ecco, quando arrivi a tutto questo, forse ti avvicini al mobbing.
Ah già... c'è anche il mangiare in mensa da solo... .


A titolo d'esempio cito testualmente alcuni sintomi del mobbing:

incubi, insonnia, inappetenza, nausea, solitudine con ripiegamento su di sé, depressione, fobie, pensieri ossessivi (che generano dipendenza da tranquillanti, che a loro volta provocano abulia ed assenza dal lavoro per malattia), aggressività sia contro di sé, fino al suicidio, sia verso la famiglia, compromettendo le basilari relazioni interpersonali.

Ah già... c'è anche l'inappetenza dovuta al mangiare in mensa da solo.

Perchè, cara Daria (ma questo, credo, lo saprai. Lo devi sapere) mobbing significa, oltre che a un corredo di vessazioni psicologiche, anche costanti e reiterati attacchi lavorativi, concreti, che ti rendono il posto di lavoro insostenibile.
Fisicamente insostenibile.


Spero tanto, se mai un giorno avremo a lavorare gomito a gomito, di non essere tra i colleghi che reputi noiosi nel senso sbagliato (se non addirittura -oddio- stronzi).
Finirei per suicidarmi facendomi andare di traverso una pennetta al pomodoro (a un tavolo... in una mensa aziendale... da solo... che tristezza).



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9 settembre 2007

POST PRIORITARIO

Il suo potere si estende tanto sulla terra quanto in cielo.
Porta un paio di vistosi occhiali quando è in abiti borghesi.
Si dice salvatore del mondo.
E indossa un vistoso mantello rosso che ondeggia a ogni raffica di vento.
E' Superman?
No... è il Papa.





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9 settembre 2007

LETTERA APERTA A MARCO PASTONESI 2 (il rugby, danze di guerra, il rispetto e il gattino di Lomu)

Caro Marco
Ieri Italia - Nuova Zelanda.
Noi siamo l'Italia, loro sono gli All Blacks (già per una nazionale avere due nomi vale doppio, se poi l'altro ha il sapore della "morte nera", vale triplo) -ma questo credo già lo sai-.
Più che d'altro volevo sapere il tuo parere in merito alla "chiusura" della squadra di fronte all'Haka dei Kiwi (vd. fig e video)
.
E' che a me è sembrata davvero una schifezza: cioè, loro lì a dire "ti sbrano, ti stacco la testa dal collo, se ti avvicini ti passo sopra come un tre tempi del '48 -detto anche lo Sputnik-" e noi a cerchio, teste basse, corazzati. Indifferenti....
Caro Marco, tu mi puoi capire... sono cose che non si fanno.
Il nemico lo si può rispettare pur mantenedolo nemico, no?!
E, da quel poco che ho capito, nel rugby ci vuole prima di tutto rispetto.
Per dire, uno può anche incazzarsi con l'avversario perchè ha giocato un po' sporco ma la si risolve lì sul campo, magari anche a sberle ma muore lì.
Sempre da quel che ho capito, trasportando ipoteticamente il caso Materazzi-Zidane nel mondo della palla ovale e prendendo a riferimento un'ala e un pilone (Materazzi L'ala, Zidane il pilone) probabilmente la battuta sulla sorella sarebbe finita con il buon Zidane che afferra Materazzi per il collo, gli rifila tre scapellotti e poi amici come prima (per dire, non è che il placcaggio successivo va sul menisco).
Ecco, sta cosa della chiusura a cerchio mi sa tanto di sozzeria che nel rugby non si fa.
Un po' come fischiargli l'inno con la differenza che a fischiare sono stati i giocatori.
Infatti, come da previsione (e forse più che da previsione), ci hanno asfaltati: 76-14.
Umiliante.
Se fossimo stati più rispettosi magari non avrebbero giocato con in testa il desiderio di prendere la testuggine Italiana, ribaltarla, smembrarla, farne truciolato per poi usarlo come lettiera del gattino di Lomu.
Insomma Marco... mi sa che qua, il bello spirito legato al bello e nobile sport stia finendo a far compagnia a tutte le sorelle che Materazzi ha citato nella sua lunga carriera (vd. fig.).






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